I diritti dell'uomo in ambito penale

 L’influenza dell’illuminismo sulle società moderne

Le società moderne devono molto all’illuminismo per come sono organizzate:

Si possono infatti in esse denotare grandi cambiamenti rispetto alla loro organizzazione nel passato, proprio sui principi trattati dall’Illuminismo: tolleranza, cosmopolitismo, riforme del sistema penale, laicismo, libertà, uguaglianza, fraternità…

Riguardo alla tolleranza, infatti, ad oggi le società si sforzano in misura molto maggiore affinché venga attuata:

agli stranieri e agli immigrati si cerca di dare le stesse possibilità dei cittadini appartenenti a una determinata nazione, sia lavorativamente, sia in termini di diritti, sia in termini di tutela da parte del diritto (ad esempio, se un cittadino di una X nazione uccidesse un immigrato straniero nella sua nazione, nelle maggior parti delle società moderne al cittadino verrebbe inflitta la stessa punizione se l’ucciso fosse stato un suo concittadino e connazionale). L’esempio appena fatto si lega molto anche ai concetti di cosmopolitismo, di libertà e di uguaglianza: un individuo dovrebbe essere trattato allo stesso modo indifferentemente dallo Stato in cui si trovi, avendo così la possibilità di sentirsi liberamente cittadino del mondo. Tuttavia, sempre circa la tolleranza, è da considerare che purtroppo, di frequente, oggigiorno la questa viene un po’ concepita in maniera negativa da parte dei cittadini: “Lo tollero ma è un ((per esempio))marocchino, avrei preferito me ne avessero mandato un altro.”. Purtroppo questo modo di pensare è molto difficile da sradicare, è una forma di razzismo all’interno della tolleranza; ma a un cittadino, in quanto persona, secondo me è giusto che sia lasciata la libertà di avere pregiudizi sugli stranieri, l’importante è che le leggi non aiutino a ledere lo straniero.

Io personalmente sono molto contro a questo tipo di pregiudizi, ma non me la sentirei di imporre nelle menti delle persone di pensare in modo diverso: l’umano è anche cattivo, ma questo fa parte della sua natura, della sua libertà, e pertanto credo non si debba mai  obbligare  nessuno a cambiare mentalità, ma piuttosto  invitare.

Per toccare i concetti del laicismo e delle riforme del sistema penale, voglio ricorrere a un altro esempio in quanto credo non ci sia una via più pratica e veloce per fare un discorso chiaro.

Storicamente le società del passato imponevano la pena di morte ai cittadini come fosse uno scherzo: alle persone non erano riconosciuti diritti per il semplice fatto di essere organismi pensanti e in grado di ragionare.

Un tempo un re, per il semplice fatto di volerlo, poteva far uccidere un uomo senza motivo o giustificazione alcuni.

L’illuminismo nella storia ha mitigato questo potere assoluto dei re, stabilendo che le punizioni venissero applicate solo se previste da delle leggi, e addirittura che queste non potessero essere emesse direttamente e istantaneamente dal re, ma attraverso dei parlamenti, a cui partecipavano molte persone.

L’illuminismo, sempre in difesa dell’uomo, ha cercato nel tempo anche di rendere la pena di morte il meno dolorosa possibile (attraverso, per esempio, l’introduzione della ghigliottina).

Un illuminista molto importante, Beccaria, addirittura tentò di abolirla in quanto la considerava una guerra contro il cittadino, con scarsi risultati sul breve termine (al suo tempo) ma grandi risultati sul lungo termine (si pensi che ad oggi 144 Stati la hanno abolita).

Io personalmente sono pro-pena di morte, in quanto ritengo essa sia l’unico mezzo che possa rendere veramente giustizia, per esempio, alle famiglie le quali hanno subito l’assassinio di un proprio caro; ma sono dell’idea che in un processo debba essere sentenziata solo in caso di assoluta certezza (per esempio, nel caso della presentazione di una prova come un video ripreso da delle telecamere) e con molta cautela: in caso di uccisione di un condannato, se questo dovesse risultare successivamente innocente, non lo si potrebbe più riportare in vita.

In Stati quali la Cina e gli USA essa è ancora in vigore ed applicata, mentre in alcuni stati come l’Italia, probabilmente anche a causa dell’influenza del punto di vista cattolico, è stata da tempo abolita. Trovo questa decisione errata dal momento che la Chiesa stessa, nel corso della storia, commise atrocità di ogni specie (esempi: inquisizione e torture, crociate, ecc.) ma col passare del tempo e soprattutto nell’ultimo periodo, ha iniziato paradossalmente ed incoerentemente ad assumere una posizione opposta. Credo che uno Stato debba seguire di più il principio di laicismo introdotto dall’Illuminismo, ponendosi al di sopra delle religioni e, seppur lasciandole liberamente praticabili e tutelandone i propri credenti, ignorare il loro punto di vista morale non concedendogli influenza   sull’emanazione/abrogazione  /  sulla modifica   di leggi.

Concludo esprimendomi sulle questioni della riforma del sistema penale e dell’uguaglianza: credo che uno Stato debba investire di più su quest’ultimo al fine di concedere una vita almeno dignitosa ai propri detenuti, imponendo anche un maggiore controllo sull’operato e sul comportamento del personale (in Italia, la Penitenziaria) se il suo fine è anche quello di rieducarli per poterli reinserire a fine pena nella società coscienti dei propri errori, e facendo sì che la durezza della vita di una persona che finisca in carcere non sia dettata dal caso (non è corretto né tantomeno significa uguaglianza che un condannato il quale finisce nel carcere X si faccia “la pacchia” rispetto a un condannato alla stessa pena che finisce nel carcere Y). Un esempio concreto molto crudele che posso citare direttamente dal nostro Paese è quanto avvenne il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: circa 300 poliziotti armati di manganelli brutalizzarono tutti i detenuti, alcuni dei quali erano anche gravati di seri problemi di salute, arrivando addirittura ad ucciderne uno (fonte: telegiornali nazionali, Internet).

Thomas Butti 4D, 16 dicembre 2022

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