I diritti delle donne

Leggendo Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini si denota la grande differenza tra l’Italia e l’Afghanistan. In queste parti del libro si trattano vari temi, come i diritti delle donne: le donne in afghane non avevano la stessa libertà di quelle occidentali e infatti a quel tempo le donne non potevano scegliere chi sposare, e i matrimoni consistevano in un accordo tra due famiglie, raggiunto la maggior parte delle volte per meri motivi economici (poteva addirittura capitare che una donna sposasse un suo cugino). ln Italia a seguito della seconda guerra mondiale, la nostra cultura è cambiata e ci ha permesso di allargare gli orizzonti della società, facendo cambiare dunque la visione della donna e facendola considerare al pari dell'uomo, con stessi diritti e stessi doveri, senza distinzioni di colore, lingua o religione. Infatti oggi, i matrimoni sono basati su veri rapporti di amore, c’è sempre un rispetto del coniuge. Per me è normale considerare la donna pari all'uomo, ma le discriminazioni ci sono e ci saranno sempre ovunque, anche nel paese più avanzato e mentalmente aperto, dal momento che ogni persona ha i suoi pensieri, che possono essere diversi di una con l’altra. Infatti ci sarà sempre qualcuno che giudica, che si sente superiore al prossimo, anche se a mio avviso, una visione così narcisistica è sbagliata. Un'altra differenza che si viene a scoprire è la visione della religione in Afghanistan rispetto a quella in Italia: in Afghanistan c'è una grande credenza, si è obbligati a professarla e a praticarla e non si può scegliere quale religione professare se non quella di Stato, l’Islam. Nel nostro paese la situazione circa la religione è molto diversa: innanzitutto non è obbligatoria, non ci sono praticamente punizioni per chi ne trasgredisce le regole (di una qualsiasi religione, tranne che per le bestemmie, che in determinate condizioni configurano il reato di “Offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose”, ai sensi e per effetto dell’articolo 404 C.P.) e soprattutto c'è la libertà di scelta. Riguardo l’aspetto scolastico tra l’Afghanistan e l’Italia, le differenze sono che la scuola in Afghanistan non era garantita a tutti e poteva studiare solo chi era di famiglia nobile, e chi non partecipava era destinato ad essere schiavo (questi erano gli “Hazara”) mentre in Italia tutti hanno l’obbligo scolastico fino ai 16 anni e la scuola fino alla secondaria di secondo grado è praticamente gratuita. Riguardo le differenze sul lavoro, in Afghanistan il posto di lavoro veniva assegnato in base alla famiglia da cui si proveniva, mentre in Italia questo viene praticamente sempre dato in base alla capacità e ai titoli di studio di cui si è in possesso.

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